Guardami e rispondi sinceramente. La tua comunicazione aziendale sta funzionando?

Pubblicato il Pubblicato in Comunicazione professionale

No, non sono “uscito pazzo”. Ti ripeto la domanda. Sei sicuro che la tua comunicazione aziendale stia funzionando? Te lo chiedo perchè dopo qualche anno di pellegrinaggio in questo pazzo (pazzo) mondo della comunicazione, sono giunto alle seguenti conclusioni:

  1. La comunicazione professionale è una cosa molto seria e funziona tremendamente
  2. Se sei ancora fermo, rimani dove sei. A meno che tu non abbia un progetto concreto, ragionato, pervasivo, scritto e personalizzato per la tua azienda … e tu lo abbia condiviso con i tuoi più stretti collaboratori
  3. Non ti illudere e fai prima una una serie di test. Solo così potrai renderti conto che cosa puoi realisticamente ottenere dedicando un budget congruo ad un progetto di comunicazione

Non è finita! Manca la cosa più importante. Quello che devi assolutamente fare se sei alla guida di un’azienda con un fatturato tra i 10 e i 20 milioni di euro, TROVA IL MODO DI MISURARE IL TUO CAPITALE COMUNICATIVO!

Perchè dovresti fare questo sforzo? Per due motivi molto semplici:

  1. Scopri quello che hai (visto che ci sei verifichi anche se funziona)
  2. Stabilisci che cosa cambiare

Mica male, vero? La cosa più bella di questo post, ovviamente, è nel finale e risponde a una domanda che continua ad affascinarmi tremendamente, cioè questa: quando posso dire che la comunicazione sta funzionando?

IL PRIMO LIBRO CHE LEGGO NEL 2019 … E’ UNA BOMBA!

Il testo che ho tra le mani in questi giorni è “Misurare il Capitale Comunicativo” di Stefania Romenti (Franco Angeli Editore con prefazione di Emanuele Invernizzi). Affronta l’argomento a mio avviso più importante per chi opera in questo settore: come si misura il capitale comunicativo nelle imprese? Per la mia formazione non è agevole muoversi tra queste pagine. Per cui ho deciso di spacchettare l’argomento in vari post. Questo mi consentirà di “ripassare” e condividere online l’argomento e confrontarmi con chi come me è appassionato, a vario titolo, di comunicazione…

Il testo – si legge nella prefazione di Emanuele Invernizzi, professore di Economia e Tecnica della comunicazione aziendale all’Università IULM di Milano– “colma una lacuna avvertita dai professionisti e dagli studiosi di management e di comunicazione d’impresa”. Descrive le basi teoriche e pratiche di diversi modelli di misurazione del capitale comunicativo, tra cui:

  • The Short Model Evaluation
  • The Continuing Model of Evaluation
  • Yardstick Model
  • PII Model (Preparation, Implementation, Impact)
  • Macro Model of PR Evaluation

Il cuore concettuale del libro si trova nel 4° capitolo dove è descritto il modello del Communication Capital Performance Management (CCPM) che integra tutta una serie di prospettive “ampiamente studiate nella letteratura scientifica”.

Non entrerò nel merito del funzionamento di questi modelli. Chi è interessato potrà farlo in autonomia consultando il libro, cosa che io sto facendo (tra mille difficoltà).

In questo post voglio piuttosto soffermarmi su una rappresentazione, quella che l’autrice del libro riporta presentando il modello “The Measurement Tree” elaborato dall’Institute for Public Relation nel 2003.  Si tratta dell’Albero della Comunicazione. Perchè è così importante per me, oggi, parlare di questo? Perchè vorrei fissare un concetto davvero MOLTO importante a cui facevo riferimento sopra: quando si può dire che la comunicazione aziendale sta funzionando? e, di conseguenza: quando posso essere sicuro che sto DAVVERO investendo bene il budget dedicato alla comunicazione?

La risposta, se avrai pazienza di arrivare al termine di questo post, arriva con la descrizione dell’albero della comunicazione. L’albero della comunicazione rappresenta gli elementi da valutare e i fattori entro cui è collocato il processo di misurazione del capitale comunicativo:

  • RADICI > Sono gli obiettivi
  • TRONCO > Sono le strategie e le tattiche di comunicazione
  • CORTECCIA > Sono i prodotti e i servizi, tutto ciò che è visibile all’esterno dell’organizzazione
  • LINFA VITALE > Ciò che è visibile a dipendenti e collaboratori dell’azienda
  • RAMI > Il pubblico, i destinatari della comunicazione
  • FOGLIE > I pubblici dei media presi in considerazione per le attività di comunicazione
  • FIORI > I cambiamenti nelle opinioni, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei destinatari della nostra comunicazione.

FORSE LO HAI INTUITO, TI HO APPENA DETTO LA COSA PIU’ IMPORTANTE.  Quello che conta davvero è verificare se, alla fine della tua comunicazione aziendale, ci sono … “fiori”!?

In sostanza: c’è comunicazione solo (e dico solo), se e quando l’interlocutore, in questo caso il proprio pubblico, mostra una nuova opinione, cambia atteggiamento o assume un comportamento (meglio ancora se durevole nel tempo) prefissato dagli obiettivi della comunicazione stessa. Naturalmente quello che sto affermando è, nella realtà dei fatti, misurabile! 

IN CONCLUSIONE

Inutile fare mille cose senza misurarne gli effetti. L’errore più grave che puoi commettere è investire in comunicazione senza ottenere dei ritorni. Sei d’accordo? Quindi che cosa ti posso dire. Spero tanto che questo articolo ti sia stato in qualche modo utile, soprattutto se stai pensando a cosa e come misurare il capitale comunicativo della tua azienda. Un lavoro utile anche perchè ti può aiutare a capire se stai utilizzando gli strumenti comunicativi giusti per il tuo business e il tuo pubblico.