Più libri più liberi lascia la vecchia sede e “sale” sulla Nuvola

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Dal 6 al 10 dicembre si apre la sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e che quest’anno ha come tema centrale la legalità. In primo piano anche la sede, con un’importante novità: la Fiera abbandona la storica sede del Palazzo dei Congressi per trasferirsi, sempre all’Eur, al Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group.

Più libri più liberi è l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente. Quest’anno oltre 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 550 appuntamenti in cui incontrare gli autori, assistere a reading, performance musicali e incontrare gli operatori professionali.

Primo appuntamento ad inaugurare questo tema sarà il 6 dicembre alle 12.45, nella sala La Nuvola, la diretta Rai della trasmissione Speciale Quante Storie condotta da Corrado Augias durante la quale interverrà il Presidente del Senato Pietro Grasso. Lo stesso Grasso sarà anche protagonista dell’incontro Politica e antimafia, con il giornalista Lirio Abbate.

Molti gli autori italiani e internazionali e i giornalisti che verrano a dibattere e presentare i loro libri dalla filosofa Ágnes Heller a Fernando Aramburu, l’autore rivelazione con il romanzo Patria. Fra gli incontri da non perdere quelli con Asli Erdogan, la scrittrice dissidente turca e con Sergio Maldonado, fratello del militante argentino ucciso, che offriranno al pubblico di Più libri Più liberi una testimonianza inedita. Margo Jefferson, Paul Beatty, Luis Sepulveda, Marc Augé, Alan Pauls ed altri. Tra gli italiani Giancarlo De Cataldo, Andrea Camilleri, Edoardo Albinati, Massimo Recalcati, Massimo Carlotto, Walter Siti, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Alessandro Barricco, Roberto Saviano.

Terrorismo, Trump, Europa, frontiere, migrazioni, corruzione e i nuovi nazionalismi questi ed altri i temi che verrano discussi a Più libri Più liberi, ma anche la politica con Romano Prodi, Marco Minniti e Valeria Fedeli, mentre di Unioni civili ci parlerà Monica Cirinnà. Si parlerà inoltre di Mafia con Attilio Bolzoni, della Russia con Ezio Mauro e di corruzione delle squadre sportive con Enrico Mentana, di legalità nello sport con Franco Gabrielli e Giovanni Malagò.

Si consolida una delle sezioni più longeve della Fiera: quella per i ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, che quest’anno raddoppia gli spazi con un percorso tra le migliori novità dei libri illustrati e della narrativa per i più piccoli. Molti gli autori presenti: Licia Troisi, Luisa Mattia, Luigi Ballerini, Giorgio Biferali, Fabian Negrin, Chiara Lico, Luigi Politano, Laura Guglielmo, Susanna Rumiz, Luca Novelli, Janna Carioli, Teresa Porcella, Nadia Terranova, Ermanno Detti, Federico Appel.

A Più libri più liberi trova ampio spazio il programma professionale, che quest’anno ruota attorno ai temi chiave dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Quindici appuntamenti, che funzionano come una vera e propria occasione formativa per gli editori e gli addetti ai lavori, che saranno aperti da alcune indagini inedite, realizzate da Nielsen, Istat e da Pepe Research, per conoscere e approfondire ogni aspetto del mondo del libro e della lettura a livello italiano e internazionale. In occasione della manifestazione saranno presentati anche i primi dati dell’indagine aggiornata sull’Osservatorio import-export dei diritti, a cura di AIE e ICE – Agenzia.

Più libri più liberi è sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. È realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, ATAC Azienda per i trasporti capitolina, SIAE, EUR spa, Roma Convention Group e si avvale della Main Media Partnership di RAI e della media partnership con SKY.
Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.

Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), utile ma ancora poco utilizzato: perchè?

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Un ‘cassetto’ che racchiude on line tutta la storia clinica e sanitaria di una persona. Molto utile, ma ancora poco utilizzato, nonostante il trend in aumento degli ultimi anni. É il Fascicolo Sanitario Elettronico (la Guida al servizio è è disponibile QUI), che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere attraverso una campagna di comunicazione pronta a partire. 

Contenuti, servizi, novità e dati saranno illustrati dall’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, giovedì 16 novembre alle ore 13 nella sede della Regione a Bologna (Sala Stampa). Parteciperà anche la direttrice generale alla Cura della persona, Salute e Welfare, Kyriakoula Petropulacos.

 

 

Imprese eccellenti in Romagna: premi, bandi e l’evento “top” della settimana

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Dal locale al nazionale ecco i principali fatti da seguire in settimana. Domani martedì 14 novembre l’evento più atteso è certamente quello relativo alla cerimonia di consegna dei riconoscimenti di Excelsa – Confindustria Romagna Award (Centro Congressi Milano Marittima Via Jelenia Gora 12 ore 17.00 per i dettagli QUI) che quest’anno coinvolge anche le aziende riminesi. I riconoscimenti saranno attribuiti da una Giuria indipendente “che vede la significativa e illustre presidenza del Rettore Alma Mater Studiorum Università di Bologna Francesco Ubertini e composta da importanti rappresentanti di istituzioni, università ed esperti di settore”.

L’evento sarà condotto da Stefania Pinna giornalista e conduttrice di Sky TG24. Cinque le categorie di Excelsa: ambiente e sicurezza, comunicazione e marketing, innovazione, internazionalizzazione, lavoro e risorse umane. Senza dimenticare la grande attenzione al sociale e culturale, a cui è dedicata una sezione particolare per puntare i riflettori sulle iniziative prive di natura commerciale delle aziende.

La settimana scorsa, venerdì 9 novembre Innovation Square ha ospitato la tappa riminese del concorso nazionale “Cambiamenti 2017” promosso dalla CNA. Sono tre le start up riminesi premiate a pari merito con un assegno da mille euro ed in lizza per partecipare alla fase finale del contest nazionale del 30 novembre a Roma, con trenta mila euro complessivi. I riconoscimenti sono andati a EnergiEtiche (attiva nel settore energie alternative), Gaudenzi Guitars (produzione innovativa di strumenti musicali) e Athena Find (sviluppo e lo sfruttamento delle proprietà intellettuali come brevetti, marchi, design). Le realtà si sono distinte per “originalità, capacità di rispondere a bisogni ed esigenze di mercato, competitività, l’evidenza del vantaggio strategico, l’impatto sociale, culturale e ambientale generato”.

Per il secondo anno consecutivo anche la CNA di Rimini – ha dichiarato Davide Ortalli direttore di CNA Rimini (nella foto il primo a destra con i premiati) – ha voluto affiancare al premio di valenza nazionale un evento a carattere territoriale per valorizzare le 33 aziende partecipanti. La giornata di Innovation Square del Premio Cambiamenti ha anche creato opportunità di visibilità, relazione e business con altre imprese consolidate del mondo CNA, partner delle aziende nel creare opportunità concrete in grado di declinare la propensione all’innovazione e la capacità di mantenere uno sviluppo competitivo crescente negli anni”. Per altre informazioni QUI

Sul versante bandi, call nazionale aperta fino alle ore 14:00 del 20 novembre 2017 per il Bando Nazionale Going Digital Legacoop, corso di alta formazione sulla digital transformation rivolto a dipendenti, collaboratori o persone comunque segnalate da imprese aderenti a Legacoop e operanti su tutto il territorio nazionale. Going Digital è la prima azione di sistema orientata alla promozione delle competenze digitali nelle imprese cooperative. Maggiori informazioni sui contenuti del bando possono essere richieste al seguente indirizzo e-mail: goingdigital@coopstartup.it.

La presenza e l’uso massiccio di tecnologia, rende necessario ripensare al nostro ruolo come esseri umani all’interno della società? C’è anche questo tra i temi al Forum della Comunicazione 2017 previsto giovedì prossimo 13 novembre a Milano dove 100 Opinion Leader si confronteranno con la vasta Business Community e cercheranno di dare risposte al dibattito su quelli che sono i nuovi concetti “chiave” della Comunicazione di oggi: #postverità #consenso #impresa4 #digitalexperience #eventexperience #programmatic #reputation #everywherecommerce #digitaltransformation #inboundmarketing #smartlife #bigdata #sicurezza #privacy.

Fake news e “post-verità”. Eccomi pronto per un piccolo viaggio con Maurizio Ferraris

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Per chi desidera farsi un’opinione su un’argomento, i tempi si son fatti assai duri. L’accesso e il numero di fonti è cresciuto in maniera esponenziale e le fake news girano indisturbate in rete, tempo e pazienza non ci sono più. Pare che tutto si debba decidere velocemente. A volte cadono in tranelli diabolici anche i professionisti della comunicazione. Allora, dove sta la verità delle cose? Per descrivere il nostro tempo, la parola scelta dall’Oxford Dictionary nel 2016 è post-vertità. Come relazionarci quindi con la realtà dei nostri tempi?

Su questo argomento dopodomani domenica 12 novembre non si può prescindere dall’ascoltare alle ore 17 (Sala del Giudizio, Museo della Città, ingresso libero fino ad esaurimento posti, allestimento schermo Sala Manica Lunga), Maurizio Ferraris (foto), uno dei maggiori filosofi contemporanei. Ferraris “ha avviato una critica radicale del pensiero postmoderno”. La realtà – dice Ferraris – “ci precede e continua a esserci dopo di noi, a prescindere dal fatto che la si conosca. Essa ci resiste e costituisce per noi un attrito perenne”.

Dunque qual è la connessione tra realtà e verità? “Ciò che serve – scrivono gli organizzatori dell’evento – non è una nuova teoria della realtà, quanto piuttosto un lavoro che sappia distinguere, con pazienza e caso per caso, che cosa è naturale e cosa è culturale, che cosa è costruito e cosa no. È qui che si aprono le grandi sfide, etiche e politiche, e si disegna un nuovo spazio per la filosofia. Per cambiare la realtà, è dalla realtà che bisogna partire. Dietro le opinioni, rimane la realtà. “La verità che viene a galla – afferma ancora Ferraris – è la scoperta di qualcosa che c’era già ma non si sapeva”.

Per chi scrive, dunque, l’arduo compito di essere sempre “figlio del dubbio”. Consiglio che mi sento di dare, e soprattutto, anche a chi legge. La verità esiste ma il percorso non è né breve, né semplice. Proprio per la natura delle cose, in continua trasformazione. Per questo nessuno può non comunicare

Maurizio Ferraris è professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino (dove presiede il Laboratorio di Ontologia) e responsabile di ricerca presso il Collège d’études mondiales di Parigi. Ha insegnato in università europee e americane, collaborato con Jacques Derrida e Gianni Vattimo e scritto oltre cinquanta libri, tradotti in varie lingue. Fra i libri più recenti: Manifesto del nuovo realismo (Laterza, 2012), Emergenza (Einaudi, 2016).

Sei un professionista? Hai mai pensato di scrivere un e-book sui temi del tuo lavoro? Ecco un esempio su come semplificare le cose complicate

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Non appena mi sono trovato di fronte all’argomento pianificazione successoria e passaggio generazionale in azienda, ho immediatamente colto la complessità del tema e toccato con mano la matassa da sbrogliare. Ma avevo accettato l’invito, dunque via, al lavoro!

Perchè in realtà, è proprio quello che ho scelto di fare: prendere qualcosa di complesso, o proveniente da un altro linguaggio (come ad esempio la comunicazione verbale in occasione di convegni e seminari), e creare un messaggio essenziale in forma scritta, pronto per essere letto e compreso. Questa si chiama divulgazione: esporre argomenti specialistici, scientifici e non, rendendoli accessibili a più persone possibili.

Così, dialogando con l’autore del libro, il Consulente Finanziario Paolo Calcinari Ansidei, è nata l’idea di realizzare un e-book in formato Pdf su un tema strategico per molti consulenti finanziari e private banker.

I numeri parlano chiaro e fanno letteratura. In Italia solo il 33% delle aziende familiari supera il primo passaggio generazionale, il 15% nel secondo passaggio e il numero d’imprese che nei prossimi dieci anni dovrà affrontare il passaggio generazionale supera il 40%.

Quindi con il consulente abbiamo lavorato per arrivare a un testo agile di 18 pagine divise in due parti e 7 capitoli, quanto basta per offrire al lettore una riflessione concreta sulla propria situazione rimandando gli approfondimenti in un colloquio diretto con il professionista. La scelta su come rendere disponibile copia del libro, è stata fatta chiedendo agli interessati di inviare un SMS o una mail all’autore.

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Un’operazione editoriale del libro “Patrimonio Personale e Aziendale – Tu sai come difenderla dalle brutte sorprese” ha generato molti contatti all’autore, al quale, con tutte le soddisfazioni del caso, auguro buon lavoro. Perchè, come diceva Bruno Munari, “tutti sono in grado di complicare” ma quello di cui spesso c’è bisogno è esattamente l’opposto: semplificare.

Da domani a Ecomondo e Key Energy gli Stati Generali della Green Economy

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Ecomondo e Key Energy (Fiera di Rimini, 7-10 novembre 2017) ospiteranno nelle prime due giornate di fiera la sesta edizione degli Stati Generali della Green Economy, iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 66 organizzazioni di impresa, in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

´Le giornate di avvio delle nostre fiere dedicate alla green economy – commenta Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group che organizza l´expo – offrono una forte accelerazione al dibattito su temi che sono centrali in ogni idea di sviluppo economico e sociale. Siamo orgogliosi e grati di ospitare questo prestigioso appuntamento, che trova nel quartiere la declinazione industriale e le esperienze che concretizzano gli stimoli e gli indirizzi che i prestigiosi relatori affidano ai partecipanti´.

Gli Stati Generali della Green economy 2017 avanzeranno quest´anno una proposta di programma per una transizione alla green economy rivolta a tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni, con l´obiettivo di far inserire lo sviluppo della green economy fra le priorità dell´agenda parlamentare e di governo per la prossima legislatura.

Il tema di questo appuntamento, promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è infatti ´Green Economy: una sfida per la nuova legislatura´. Le proposte di policy sono sostenute da una indagine coordinata da Ketty Vaccaro del Censis sulle opinioni dei cittadini sulle misure di green economy nelle città, contenuta nella terza Relazione sullo stato della Green Economy, che verrà presentata nella giornata inaugurale alla presenza del Ministro dell´ambiente Gian Luca Galletti e di numerosi politici. Dall´ indagine emerge che il tema della green economy non dovrebbe essere trascurato: il 58% dei cittadini è infatti informata sulla green economy e oltre il 70% dà importanza alle politiche pubbliche per l´attuazione delle misure di green economy. La seconda giornata degli Stati Generali della green economy sarà focalizzata sul futuro della green economy nei nuovi equilibri mondiali, con un focus su Europa, Cina e USA.

Oltre alle sessioni tematiche della prima giornata, l´8 novembre è in programma la sessione plenaria conclusiva ‘Europa, Cina e Usa: il futuro della Green Economy nei nuovi equilibri mondiali´. La mattinata sarà suddivisa in due momenti di approfondimento: uno di taglio politico e l´altro imprenditoriale, con la rappresentanza di alcune tra le più grandi aziende del panorama mondiale. Negli Usa, il Presidente Donald Trump ha disconosciuto l´accordo sul clima sottoscritto dal suo predecessore, ma allo stesso tempo viene lanciata la US Climate Alliance che raggruppa 15 Stati Americani che rimangono impegnati sul fronte dei target sanciti dall´Accordo di Parigi, i cui membri rappresentano più del 36% della popolazione americana.

La Cina ha ribadito il suo impegno per rispettare gli accordi di Parigi ed ha sottoscritto il proprio piano di azione al 2030 con una serie di strategie, come tagliare la propria intensità carbonica del 60-65% entro il 2030 rispetto al 2005, portare il contributo delle fonti rinnovabili e a zero emissioni al 20%, aumentare il volume dello stock forestale a 4,5 miliardi di metri cubi rispetto ai livelli del 2005.
Per l´Europa, le importanti opportunità di tornare a impegnarsi seriamente per una crescita ‘green´ arrivano dal neo eletto Presidente francese e dal suo governo. Sarà dunque interessante ascoltare ad Ecomondo interventi e testimonianze, nel tentativo di individuare anche un punto di equilibrio fra le posizioni di Usa, Cina ed Europa.

Andrea Lupo Onlus: il futuro secondo noi. Partecipa alla 2^ Maratona Rock!

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Dott. Andrea Lupo alla cui memoria nasce Andrea Lupo Onlus

Con un piccolo sforzo di immaginazione ciascuno può fare un semplice esercizio: sentirsi per un istante senza passato e senza futuro. In realtà “cadiamo” molto spesso in questo stato. Soprattutto lavorando, quando la concentrazione è così alta che … il mondo siamo noi, chi ci sta di fronte e quello che stiamo facendo (e sentendo).

Attimi in cui è possibile sentirsi uniti, unici, protagonisti. Certi che ad esserci c’è qualcosa di ancora più grande.

Questo è (anche) quello che accadrà sabato prossimo all’House of Rock di Rimini alla 2^ edizione della Maratona Rock per una raccolta fondi a favore di Andrea Lupo Onlus (chi scrive è tra i soci fondatori).

Ma che cos’è il “più grande” (più grande nel senso che va oltre ciascuno di noi) per Andrea Lupo Onlus? 

Andrea Lupo Onlus nasce il 13 gennaio 2017 con le idee molto chiare. Si costituisce grazie alla volontà ferrea di un gruppo di amici e colleghi del Dott. Andrea Lupo, medico anestesista e rianimatore dell’Ospedale “Infermi” di Rimini scomparso nel 2016 all’età di 48 anni (foto).

Per dovere il primo impegno è stato condensare, e chiarire a noi stessi, il senso di tutto l’impegno futuro. Lo abbiamo trovato in queste parole che sono parte integrante del logo: “l’umanità oltre la cura”.

Chiunque abbia dovuto frequentare l’ospedale sa perfettamente quanta professionalità abbiamo all’interno dell'”Infermi” di Rimini. Ma avrà sicuramente anche vissuto esperienze che avrebbe voluto fossero … semplicemente diverse, soprattutto davanti ad esiti ed eventi non modificabili. Per questo possono essere arrivati sentimenti di frustrazione, rabbia, incredulità per quanto stava accadendo a noi e a una persona cara ricoverata.

A che cosa stiamo quindi lavorando? A diversi aspetti … Ma il primo passo è stato impegnarci per attivare all’interno dell’Ospedale “Infermi” di Rimini un ambulatorio specialistico per gli utenti che sono dimessi dal Reparto di Terapia Intensiva. Un progetto innovativo, potenzialmente a disposizione di tutti coloro che hanno avuto accesso a questo delicato reparto, oltre 800 persone ogni anno. Un luogo tecnologicamente avanzato, dove il tasso di sopravvivenza e il livello delle professionalità è altissimo.

Qui le persone ricoverate sono sedate e subiscono trattamenti anche molto invasivi, necessari per il ripristino delle normali funzioni vitali. Dopo il ritorno a casa, possono sorgere diverse esigenze. Da qui l’impegno a non volere lasciare nessuno senza un riferimento preciso dunque l’avvio dell’ambulatorio. Qui il paziente potrà rivedere e parlare con le persone del reparto, esprimere i propri sentimenti, stati d’animo, richiedere informazioni.

Per portare avanti questo progetto stiamo organizzando eventi, il primo dei quali è avvenuto proprio all’House of Rock il 13 maggio 2017, data scelta in quanto Giornata Nazionale del Medico.

Sabato prossimo 11 novembre 2017 replichiamo con la seconda Maratona Rock per raccogliere fondi che serviranno alla formazione del personale medico e infermieristico dell’ambulatorio . Formazione che avverrà nelle migliori strutture nazionali ed estere e di cui sarà tutto pubblicamente rendicontato.

E la nostra visione del futuro? Vogliamo cambiare diverse cose! Vi aspettiamo sabato anche per questo. Si tratta di idee avanzate che hanno bisogno di tantissimo supporto, non solo economico, proprio in termini di impegno personale e competenze professionali dei soci e dei sostenitori. Perchè a noi interessa una cosa: trasformare velocemente le idee in realtà. Per questo ti chiedo di essere con noi sabato. Ci conto! 

Per informazioni e prenotazioni tavoli House of Rock (prenotazione tavoli non obbligatoria): 0541-775803 e 349-5605443 

Depressione: chiedi una diagnosi a Google. Ecco cosa sta accadendo negli Stati Uniti …

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Ormai Google è la Bocca della Verità. Al contrario del manufatto in marmo nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma, Google è il più potente motore di ricerca al mondo al quale si domanda di tutto. Da Mountain View, California, dove ha sede il gigante del web, fanno sapere che una ricerca su venti riguarda la salute.

 

Il risultato di ricerca su Google

 

Così negli Stati Uniti la National Alliance on Mental Illness (NAMI) ha messo a punto con gli esperti di Google una funzione un po’ particolare: misurare il livello di depressione dell’utente che fa ricerche su questo tema somministrandogli un questionario clinicamente validato (il PHQ-9) che potrà essere esaminato da un medico per un adeguato percorso diagnostico.

Pare che un americano su cinque soffra di depressione almeno una volta nella vita, ma meno pochissimi sono quelli che si rivolgono ad un medico. La domanda per loro è la seguente: “Check if you’re clinically depressed”. Come sarà quella italiana?

Smart working: come superare la fase di panico e partire con il piede giusto

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In questo articolo parlerò della mia giornata di formazione a Roma per lo Smart Working Day che si è svolto il 3 ottobre 2017 nella sede di eFM Roma. Riporto alcuni dati del Politecnico di Milano, il mio resoconto e una considerazione finale.

Premetto che da quando sono entrato nel mondo del lavoro nel 1993 avevo 24 anni (oggi ne ho 48 con esperienze in settori diversi) e sono state tantissime le volte che mi sono chiesto: ma sono felice di quello che sto facendo? Perchè il punto, a mio avviso, è esattamente questo. E mi ha fatto molto piacere sentirlo dire anche a Roma, in più momenti, ma in particolare da Alberto Mattei, consulente freelance di comunicazione online e fondatore di www.nomadidigitali.it, per me da tre anni una sorta di guru. Con la sua newsletter mi ha trasmesso tutto quello che avevo sempre pensato e non avevo mai avuto il coraggio di dire.

Se a sostenerlo, un paio di lustri fa eravamo forse un manipolo di illusi e strana gente, oggi il valore della felicità nel lavoro è diventato un asset strategico per le aziende. Per le nuove generazioni e per i migliori talenti, è davvero tutto, depositato nel profondo del loro dna. E di questo aziende e imprenditori farebbero bene a tenerlo presente. 

Perchè un’azienda dovrebbe fare il salto e avere rapporti con smart workers? I motivi possono essere molti, come si potrà leggere nel corso di questa pagina. A mio avviso il motivo principale è per rendere l’organizzazione più reattiva ai cambiamenti sempre più repentini dei mercati e delle abitudini dei consumatori. Quante aziende in questi anni hanno fallito perchè incapaci e senza strumenti per reagire? Molte, moltissime.

Torniamo però al tema della felicità, argomento che mi interessa molto. Meglio avere in azienda persone felici o infelici? Felici dentro o felici fuori il perimetro aziendale? La mia formazione mi impone di trovare sempre elementi oggettivi su cui discutere, insomma servono dati. E iniziano ad esserci, tra l’altro anche molto interessanti, e li vedremo.

Tuttavia ciò che mi preme sottolineare in questo articolo è che finalmente anche in Italia, dal 2015 in poi, si è finalmente iniziato a parlare seriamente di smart working. Quindi non potevo non andare a Roma. Tra l’altro volevo assolutamente conoscere dal vivo gli organizzatori Seedble, Inside Factory e Be Happy Remotely.

Un evento molto atteso dopo l’approvazione a maggio scorso della Legge n. 81/2017 che per la prima volta crea in Italia un quadro normativo definito dopo oltre dieci anni dall’accordo interconfederale del 9 giugno 2004 sul telelavoro. Un’esperienza davvero positiva. Colgo quindi subito l’occasione per consigliare vivamente di partecipare ad una delle prossime tappe: Napoli (8/11/2017), Treviso (14/11/2017), infine Catania (29/11/2017) (qui per la registrazione l’evento è gratuito)

Ho parlato di dati, eccoli.

L’11 ottobre scorso a Milano si è svolto il convegno di presentazione dei dati sullo Smart Working dell’Osservatorio del Politecnico. Il focus è stato molto ampio. Qui mi concentro su quanto è diffuso lo smart working in Italia tra aziende e pubbliche amministrazioni, quanti sono gli smart workers in Italia.

Gli smart workers in Italia sono 305.000, l’8% del totale dei lavoratori del campione e crescono con percentuali importanti: + 14% rispetto al 2016 e + 60% rispetto al 2013. Aumentano tra le grandi imprese ed anche tra le PMI, poco nella Pubblica Amministrazione (5%). Secondo il rapporto del Politecnico, l’adozione di un modello “maturo” di smart working potrebbe produrre un incremento di produttività pari a circa il 15%, che a livello Paese significa 13,7 miliardi di euro di benefici complessivi.

Gli smart workers trascorrono mediamente solo il 67% del tempo lavorativo in azienda, contro l’86% degli altri, lavorando anche in altre sedi dell’azienda ma anche presso clienti o fornitori, a casa o in spazi di coworking. Solo l’1% si ritiene insoddisfatto (contro il 17% degli altri lavoratori); il 50% è pienamente soddisfatto. Qui la ricerca completa

 

La giornata di formazione a Roma

L’obiettivo è stato presentare, in rapida successione, tutta una serie di interventi con tools, suggerimenti, best practices, case history e scenari futuri per chiarire che cosa è o, meglio ancora, che cosa non è lo smart working. L’incontro è andato sold out. In sala circa 300 persone, mi è sembrato un pubblico decisamente variegato: responsabili delle risorse umane, HR experts, manager, professionisti e smart workers di oggi e di domani…

Andrò quindi ad approfondire in particolare l’intervento di Andrea Solimene (foto), CEO e Co-fondatore di Seedble intervenuto per primo con l’intervento “Smart Working: lusso o sopravvivenza?” e Alberto Mattei.

Andrea Solimene ha aperto il dibattito con una domanda: perchè ha senso ora lo smart working? Molto bella la suggestione fornita dalla versione smart della celebre piramide di Maslow che alla base, tra le esigenze primarie dell’individio, inserisce ai primi posti wi-fi e batteria. Citando il caso di un’azienda americana, Solimene ha voluto far notare come oggi sia possibile progettare e produrre abbattendo i costi coinvolgendo adeguatamente una community di appassionati sparsi per il globo. 

Il CEO di Seedble ha spostato il tiro sul tema dei dipendenti di un’azienda e l’organizzazione del lavoro. Domanda: se i dipendenti sono il motore di un organizzazione, che cosa facciamo per loro? Questo gli ha consentito di sviluppare un ragionamento, che in sintesi dice: fare in modo che le persone che creano valore sia messe in condizione di farlo al meglio, rivedere l’approccio da quello classico (c’è manager che controlla) a un approccio molto più collaborativo dove il manager diventa un facilitatore per il raggiungimento degli obiettivi che non sono imposti, bensì condivisi con lo smart worker.

L’intervento di Solimene è stato molto importante anche nel momento in cui ha invitato a fare attenzione perchè oggi purtroppo sullo smart working c’è ancora tanta confusione e interpretazioni differenti “che potrebbero essere dannosi per le aziende”. Quindi cosa non è lo smart working? Non è telelavoro, non è solo rapporti di lavoro subordinato, interessa tutta l’organizzazione e non solo il rapporto tra manager e qualche collaboratore. Non è solo usare le nuove tecnologie o lavorare un giorno a casa. Lo smart working – ha detto poi ancora Solimene – è mettere una persona nelle condizioni di essere autonoma, responsabile per creare quel rapporto di fiducia con l’azienda che è fondamentale. Non importa da dove lavora perchè ha degli obiettivi.

Altro aspetto da chiarire: è fondamentale che si prenda in considerazione l’intera riorganizzazione degli spazi di lavoro, per svolgere l’attività nel posto giusto. Servono quindi luoghi dove stare concentrati e isolati, luoghi deputati a sessioni di confronto, ecc.ecc. Il tema del comfort ambientale, la rumorosità, l’impatto visivo sono aspetti importantissimi, incidono molto sulla produttività della persona. Poi tanta tecnologia e un must assoluto: una cultura aziendale aperta all’innovazione costante. In sintesi: comportamenti, tecnologie (che devono abilitare le persone) e spazi. “L’ufficio – estremizza Solimene – ecco quindi che diventa un punto d’incontro. Ovviamente va trovato il giusto equilibrio tra l’online e l’offline”.

Avviandosi alle conclusioni, Solimene ha sollevato una domanda chiave: siamo pronti al cambiamento? “E’ importante – ha quindi detto – lavorare in maniera delicata e testare con dei progetti pilota. Cambiamento è innovazione. Non esiste un approccio unico. Ogni organizzazione ha la propria cultura e non è detto che ciò che ha funzionato in un azienda possa funzionare in un altra. Avere più casistiche possibili da analizzare può aiutare molto, anche per attingere il meglio. Infine creare e infondere fiducia, perchè le tecnologie annullano le barriere”.

Nel corso della giornata è stata anche commentata la legge di riferimento, la Legge n. 81/2017. Da una parte c’è  chi trova ancora oggi nel lavoro dipendente la propria soddisfazione, amplificata dalla possibilità di sfruttare tutti i vantaggi che le nuove tecnologie (videoconferenze, tools per la condivisione di processi e programmi di lavoro, ecc.ecc.). Dall’altra c’è chi mette al primo posto la libertà, pone il proprio focus sulle competenze, sull’aggiornamento continuo e sulle tecnologie ma intende lavorare dove, come e quando vuole. Il cambio di paradigma è totale: non più compensi economici per il tempo per cui lavori, ma per obiettivi.

La legge appena approvata si può a mio avviso definire, in buona sostanza, una una versione avanzata di quella sul telelavoro. Non poteva essere diversamente. Il legislatore, per definizione, non ha volato alto, non è nella sua mission. Così ci troviamo davanti due mondi paralleli: quello che prospetta la legge e quello che invece i professionisti stanno già facendo sfruttando in mille modi le opportunità offerte dalla rete e dalla rivoluzione digitale.

 

Nomadi digitali: prima di tutto una scelta e uno stile di vita

Smart worker si nasce … o si diventa? Secondo me …. si nasce! Il mantra: padroni di se stessi e del proprio lavoro e delle proprie competenze. “Non solo tecnologie, ma tornare a essere felici di lavorare” – ha detto Alberto Mattei fondatore di www.nomadidigitali.it 

La home del sito Nomadi Digitali

Chi sono i nomadi digitali di questa community? Sono persone che hanno deciso di diventare proprietarie del proprio lavoro. “L’immagine stereotipata di una persona che lavora con il pc in spiaggia certo è un po’ esasperata – racconta divertito Alberto Mattei – ma trasmette bene concetto della felicità. Il nomade digitale non è detto che sia costantemente viaggio. Tuttavia è sempre pronto a spostarsi in luoghi e paesi diversi in base alle proprie esigenze per essere nell’ecosistema giusto, ad esempio un luogo di lavoro o in una una città perchè c’è un movimento o una tendenza da seguire. Parliamo quindi di una generazione di professionisti tra i 40 e i 50 anni che usa la mobilità in un certo modo e intende spendere le competenze maturate in differenti contesti. Poi ci sono anche le nuove generazioni, che magari hanno meno esperienze ma tanto entusiasmo. Per loro la felicità sarà tutto e questo è certamente un valore aggiunto da portare in azienda”.

In conclusione …

Quello che appare chiaro è che lo smart working è un processo complesso, serve da parte del management una visione chiara e una vision di lungo termine. Fondamentale quindi condividere tutto con le varie funzioni aziendali, e tutti i dipendenti, asset primario da curare. Applicare un progetto di smart working è quindi una filosofia d’impresa. Significa sapersi adattare al cambiamento, promuovere un lavoro fondato sui concetti cardine di flessibilità ma soprattutto fiducia, pilastro fondamentale su cui poggia il rapporto tra datore di lavoro e dipendente.

Coworking: una bella notizia da Rimini Innovation Square

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A Rimini è sicuramente il luogo più smart che abbia frequentato. Oggi c’è questa bella notizia, certamente di grande valore per chi deve stare attento al budget, sta lavorando ad un nuovo progetto e cerca collaborazioni utili.
La call per coworker di Rimini Innovation Square è rivolta a freelance, startupper e liberi professionisti. Per loro Innovation Square mette a disposizione 10 postazioni di coworking completamente gratuite.

Conosco piuttosto bene il posto perchè l’ho frequentato di recente per diversi mesi e posso dare un feedback generale positivo. L’area di miglioramento è sicuramente l’acustica. A me è stato molto utile quando ho deciso di ricollocarmi professionalmente nel variegato mondo della comunicazione. A Rimini Innovation Square ho trovato quello che cercavo: stimoli, contatti e nuove energie positive.

Ho visto e partecipato a decine di incontri, alcuni anche poco inerenti la mia attività tuttavia di estremo interesse per allargare gli orizzonti. Per chi sta per partire, o ripartire, decisamente una bella opportunità! 

Per informazioni: 3701132602 e info@riminiinnovationsquare.com